Sibo

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Jan. 24, 2018, 1:43 p.m.

La SIBO (dall'inglese Small Intestinal Bacterial Overgrowth) è una condizione patologica di interesse gastroenterologico ancora poco conosciuta, definita come una Sindrome da Sovracrescita Batterica dell'Intestino tenue, ovvero della prima parte dell'intestino, quella adiacente allo stomaco e destinata all'assorbimento della maggior parte dei nutrienti.

In particolare si assiste sia ad una crescita esagerata della popolazione batterica in una sede solitamente meno abitata, con una concentrazione duodenale di batteri superiore a 105 UFC/ml, sia ad uno spostamento nel naturale equilibrio dell’ecosistema intestinale con prevaricazione abnorme di alcune specie batteriche, in particolare quella anaerobie.

Mentre i batteri sono una parte essenziale di un intestino crasso sano e vi svolgono funzioni importanti, la proliferazione batterica (o il tipo sbagliato di microorganismi) nell’intestino tenue può portare a permeabilità intestinale e una serie di altri sintomi anche molto invalidanti.

Il ruolo dell’intestino tenue nel nostro organismo è molto importante. Ci aiuta a digerire e ad assorbire i nutrienti dagli alimenti. Ha anche un importante funzione per il nostro sistema immunitario, contiene un alto numero di cellule linfoidi (ci aiutano a combattere le infezioni e non solo).

 

I batteri al suo interno, che sono meno di 1/1000 di quelli presenti nel crasso, aiutano a proteggerci dai microorganismi patogeni e dai lieviti che ingeriamo.

Ad un certo punto, però, succede qualcosa che rompe questo sano equilibrio del tenue, che porta ad aumentare il numero dei batteri o ne porta al suo interno diversi tipi che normalmente non si dovrebbero trovare lì, perché migrano dal colon.

Per spiegare in poche parole cos’è la SIBO è sufficiente questa frase: è una migrazione batterica dal colon al tenue (o una sovracrescita) che rompe l’equilibrio naturale nel nostro intestino e crea di conseguenza tutta una serie di fastidiosissimi e importanti sintomi.

SINTOMI

I sintomi sono comuni a tante altre malattie, per cui il riconoscimento di questa condizione non è sempre immediato:  diarrea, gonfiore addominale, meteorismo e dolore addominale cronico potrebbero essere sintomi riconducibili alla SIBO, ma vanno escluse tante altre possibili problematiche, dalla gastrite alla sindrome del colon irritabile, le allergie e le intolleranze alimentari. Le forme lievi sono spesso caratterizzate da alternanza di stipsi e diarrea, mentre nelle forme più severe (per fortuna rare) possono comparire anche malassorbimento di vitamina B12 ed anemia.

COME SI DIAGNOSTICA?

Per diagnosticarla basta un esame semplice e indolore, ovvero il breath test al lattulosio (da non confondere con il Breath Test al lattosio che serve per diagnosticare un’eventuale intolleranza al lattosio). “Il Breath Test al Lattulosio è un test assolutamente non invasivo che consiste nel fare espirare i pazienti in un sacchetto una prima volta prima dell’assunzione di lattulosio, ovvero uno zucchero sintetico, e poi ogni 15 minuti nelle 4 ore successive. Una sofisticata apparecchiatura dedicata analizza poi la composizione del respiro con l’obiettivo di rilevare la quantità di gas espirata prima e dopo l’assunzione di lattulosio”.

La fermentazione del lattulosio da parte dei batteri intestinali, infatti, provoca, dopo un certo tempo dalla sua ingestione, un aumento del contenuto di idrogeno nell'aria espirata. Il lattulosio è in grado di giungere intatto al livello del colon , dove la flora batterica è, invece, in grado di metabolizzarlo portando alla produzione di idrogeno che, di conseguenza, comparirà nel respiro del paziente. Il tempo normale di comparsa del picco dell’idrogeno nel respiro è compreso tra 30 e 90 minuti. Tempi inferiori o superiori possono indicare la presenza di condizioni che ostacolano il normale transito intestinale. Il test dura circa 4 ore. Per eseguirlo nel modo corretto, è importante che il paziente si attenga ad alcune indicazioni che gli verranno indicate al momento della prenotazione.

 COSA FARE?

Una volta riscontrata la condizione patologica, accanto alla terapia farmacologica più opportuna indicata dal medico curante, è utile un approccio complementare che preveda l’impiego di probiotici, fitoterapici ed una corretta alimentazione, che gioca un ruolo importante nella prevenzione delle ricadute e nel mantenimento di un buon stato di salute del nostro intestino. Una dieta a basso contenuto di zuccheri semplici e fermentescibili (FODMAPS) può recare giovamento.

 SINTOMI

I sintomi sono comuni a tante altre malattie, per cui il riconoscimento di questa condizione non è sempre immediato:  diarrea, gonfiore addominale, meteorismo e dolore addominale cronico potrebbero essere sintomi riconducibili alla SIBO, ma vanno escluse tante altre possibili problematiche, dalla gastrite alla sindrome del colon irritabile, ma anche allergie e intolleranze alimentari. Le forme lievi sono spesso caratterizzate da alternanza di stipsi e diarrea, mentre nelle forme più severe (per fortuna rare) possono comparire anche malassorbimento di vitamina B12 ed anemia.

  PERCHE’ SI ROMPE L’EQUILIBRIO del TENUE E SI VERIFICA LA SIBO?

Ci sono alcuni fattori predisponenti alla SIBO ma ci possono anche essere sintomi conseguenti a questa sindrome. Purtroppo, in questa condizione, si crea sempre un circolo vizioso.

Tra i fattori predisponenti ricordiamo:

  • l’ipocloridria - È una condizione in cui l’acido nello stomaco è insufficiente per digerire correttamente le proteine e questo impedisce di assorbire  i nutrienti necessari e ne causa la putrefazione o la  fermentazione dando origine ad infiammazione, a produzione di gas (idrogeno) e ammoniaca . Poiché tra i principali meccanismi di difesa che impediscono che si instauri la SIBO vi è un’adeguata secrezione acida gastrica e pancreatica, oltre a questioni immunitarie e di normale motilità intestinale, la causa più frequente è stata ricondotta alla terapia continuativa con inibitori di pompa protonica (PPI), o più familiarmente detti “protettori dello stomaco“. Questi farmaci, infatti, riducendo l’acidità non solo del contenuto gastrico, ma anche dell’ambiente nel primo tratto di intestino, possono favorire la proliferazione incontrollata di alcune specie batteriche patogene. Altre volte la SIBO può essere secondaria ad interventi allo stomaco o all’intestino, a condizioni di celiachia o intolleranza al lattosio non riconosciute e trattate o ad altre terapie mediche, inclusi i trattamenti con antibiotici.
  • lo stress – una delle principali cause di molti disturbi a livello intestinale e non solo è proprio lo stress. Il concetto di asse intestino-cervello è perfetto per spiegare il ruolo dello stress nella SIBO
  • la dismotilità: i muscoli del sistema digestivo diventano pigri o inattivi. Per questo non riescono più a liberarsi bene di ciò che è stato digerito, che rimane quindi nell’intestino tenue. Quando l’intestino ha una buona motilità impedisce ai microrganismi di attaccarsi alla parete dell’intestino tenue. Se questo non avviene, i batteri invece di andare verso l’intestino crasso, proliferano nel tenue nutrendosi di ciò che non è stato eliminato.
  • le infiammazioni intestinali – quando non l’intestino è infiammato, che sia per la sindrome del colon irritabile, il morbo di Crohn, la RCU o qualsiasi altro tipo di simile condizione, la probabilità di soffrire di SIBO è maggiore.
  • le pillole anticoncezionali – sembra che l’utilizzo della pillola anticoncezionale sia una delle cause di alcune infiammazioni intestinali, come la sindrome dell’intestino irritabile e il morbo di Crohn e di conseguenza, può essere una delle cause della SIBO.
  • gli antibiotici –   L’abuso di antibiotici porta da una parte allo sviluppo di batteri patogeni resistenti agli antibiotici e questo è una grave minaccia per la salute.

Dall’altra elimina alcuni batteri ‘buoni’ che ci aiutano a difenderci dai patogeni, quindi prepara un ambiente perfetto per lo squilibrio di cui parlavano inizialmente che può portare a SIBO.

  • il consumo di alcol – alcuni studi indicano tra le cause della SIBO il consumo moderato di alcol. Quest’ultimo sembra infatti avere effetti sia sulla motilità intestinale, sia sulla permeabilità intestinale. Inoltre sembra che possa specificatamente alimentare alcuni batteri e questo può portare a una loro crescita eccessiva.

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